Microtipografia

Stampa d'arte, politica e sperimentale.

Émile

Sono nato il 10.10.2010.

Sin da piccolo sono stato appassionato di "fare costruzioni", dai computer fittizi in carta alle improbabili ma funzionanti macchine da stampa. La passione per la stampa mi è nata con un vecchio libro per bambini che illustrava i Barbapapà che stampavano un libro a caratteri mobili.

Verso i 10 anni mi appassiono di macchine da scrivere: ne colleziono parecchie, le revisiono e le uso. In breve tempo mi interesso all'etica, all'internazionalismo e all'antifascismo. Stampare, dalle frasi politiche ai modi di dire popolari, è, per me, un modo per comunicare libertà.

La tipografia mi appassiona per tre motivi in particolare. Il primo, la grafica, che in tipografia diventa una sfida fisica: devi saper progettare con i limiti imposti dai caratteri che hai a disposizione nelle cassettiere; il secondo, la meccanica e la manualità che sono onnipresenti: dalle composizioni alla manutenzione dei macchinari. Infine il collezionismo: mi appassiona cercare, comprare o recuperare macchinari e caratteri. Ognuno ha la propria storia e il proprio linguaggio estetico. Ad esempio, il mio principale macchinario da stampa è degli anni '50 ed è il secondo più antico catalogato ad oggi.

Microtipo-
grafia

Innanzitutto, perché Micro? Per glorificare le sue origini, un sottoscala. Oggi però si identifica più nella precisione millimetrica e nell'idea che dal piccolo possa nascere qualcosa di grandioso.

 

Microtipografia non si approccia soltanto in maniera classica e conservatrice, ma anche con una visione moderna, mantenendo la tecnica ma con un'estetica al passo coi tempi. Inoltre, si occupa anche di lavori digitali o sperimentali, come incisione, pittura, fotografia, utilizzo di stampanti ad aghi obsolete e molto altro. Questo approccio si riflette anche nelle frasi e nei messaggi che vuole raccontare: dalle frasi ironiche a quelle poetiche, sino a quelle politiche. La stampa è da sempre un mezzo di comunicazione e per Microtipografia è molto importante portare avanti questa tradizione.

 

Il laboratorio vuole anche conservare e utilizzare macchinari storici, spesso salvati dalla distruzione.

 

"Nostra patria è il mondo intero"

Cosa faccio

Oltre al fascino dell'imperfezione della stampa analogica, c'è il tempo. Infatti, quello che su un Mac richiede solo pochi click, qui può richiedere ore e ore di lavoro manuale e pazienza certosina. Il processo è un rituale fisico:

  • Fare un progetto.

  • Scegliere i caratteri dalle mie cassettiere.

  • Fermare la composizione attraverso blocchi e strisce di alluminio e piombo (tossico!).

  • Inchiostrare.

  • Equilibrare con precisione la differenza di altezza delle lettere con della carta.

  • Stampare, un foglio per volta.

  • Pulire.

  • Smontare tutto.

  • Riporre ogni cosa nei suoi cassetti.

In media, per creare un poster "semplice", impiego almeno due giorni. Stampare a caratteri mobili implica recuperi lontanissimi (e pesantissimi!!!), manutenzione per i macchinari e, soprattutto -una cosa che fatico molto a fare- ore e ore di riordino!

"Nostra patria è il mondo intero"